Breguet 2988

STORIA DEL TYPE XX, genesi e prima generazione

by Emmanuel Breguet
Breguet 2988

Era assolutamente naturale che, all’inizio del decennio 1950-60, la Maison Breguet si scoprisse pronta a soddisfare le esigenze delle compagnie aeree decise a dotarsi di un robusto cronografo da polso, provvisto inoltre di particolari caratteristiche.

 

Azienda dal prestigio indiscusso, ben decisa ad accompagnare le grandi conquiste dell’umanità, all’inizio del XX secolo Breguet si mise al servizio della navigazione aerea, come nel XIX secolo si era messa al servizio della navigazione marittima. Furono molti i piloti che acquistarono orologi Breguet: Alberto Santos-Dumont nel 1910, piloti americani di stanza in Francia nel 1918, la compagnia aerea Louis Breguet, piloti giapponesi in visita in Francia nel decennio 1920 e parecchi altri…

Per un pilota, e più in generale per un pilota ai comandi di un aereo, era d’importanza decisiva disporre dell’ora a bordo, e conservare i propri punti di riferimento temporali in un contesto caratterizzato da una intensa, stressante attività. Poter misurare il tempo di volo, cronometrare i tempi di volo intermedi, controllare il consumo di carburante, effettuare localizzazioni, eseguire manovre… Tutte queste operazioni richiedevano strumenti che gli orologiai rendevano più precisi e maneggevoli con l’andare degli anni, a partire dai cronografi di bordo fino ad approdare ai cronografi da polso.

Lo studio degli archivi ha permesso di constatare che dagli anni 1930 in poi si affermano molti prodotti «speciali», cioè adattati alle particolari esigenze imposte dall’uso in ambito aeronautico: cronometri d’aerodromo di 19 linee racchiusi in una cassa d’argento amagnetica; cronografi dotati di contatore con lancetta rattrapante; piccoli cronometri di bordo di 24 linee provvisti di cassa coibentata, di termostato e di illuminazione; siderometri… Sono strumenti molto tecnici che vengono forniti sia all'Aeronautica Militare Francese che alla giovane compagnia di bandiera, l’Air France.

La fornitura di strumenti d’orologeria destinati al cruscotto degli aerei aumenta all’inizio degli anni 1950, e per trent’anni ha costituito una specializzazione indiscussa di Breguet. I modelli più diffusi sono i Type 11, 11/1 e 12, venduti in una decina di paesi, presenti a bordo di moltissimi velivoli e in particolare sull’indimenticabile aereo supersonico Concorde.

Fin dagli anni 1930 la Maison Breguet produce un numero via via crescente di orologi da polso muniti della funzione cronografo. Il dopoguerra conferma questa tendenza. La moda del cronografo da polso, una volta lanciata, non si fermerà più.

POCHETTE-1_0001_001 Chrono Concorde

Up:

Per equipaggiare con un cronografo di bordo il celebre aereo supersonico Concorde, la società Aérospatiale si è rivolta alla Manifattura Breguet.

Nuovo prodotto e «funzione speciale»

Breguet alla fine degli anni 1940 dà vita a nuovi prodotti che rispecchiano l’intenzione di soddisfare nuove esigenze, o di anticipare i bisogni dell’aviazione civile e militare allora in pieno sviluppo. Non dobbiamo dimenticare che si sta affermando ovunque l’era degli aerei a reazione

L’ora a bordo di un aereo è così preziosa che diventa necessario, per sicurezza, raddoppiarla. Al cronografo fissato al cruscotto si aggiunge quindi un altro cronografo – e non un cronografo qualsiasi – allacciato al polso del pilota. Se uno dei due strumenti diventa inutilizzabile, l’altro prende il suo posto. Questo spiega il significato degli strumenti di cui ora tracceremo l’evoluzione.

All’inizio del 1949 il Centre d’Essais en Vol o CEV (Centro di Esperimenti in Volo), che dipende dal Ministero dell’Aeronautica francese, acquista i suoi primi orologi da polso. Il primo, un modello unico che reca il numero 460, viene venduto il 14 gennaio. La sua descrizione dice: Orologio da polso Lemania con movimento 14 linee, cassa rotonda impermeabile d’acciaio inossidabile, con anse, cronografo con due pulsanti, quadrante tachimetrico nero, ore e lancette luminose... Esemplare terminato nel novembre 1948. L’altro esemplare, appartenente a una serie di cinque che reca i numeri 456, viene venduto l’8 marzo. La sua descrizione dice: Orologio da polso 13 linee d’acciaio inossidabile, rotondo, contatore cronografico con due pulsanti, quadrante nero, ore luminose... Esemplare terminato nel novembre 1948. Altri esemplari dello stesso tipo, in particolare i numeri 457 e 458, furono probabilmente acquistati da piloti del CEV a titolo personale. Saranno affidati per riparazioni al Centre d’Essais en Vol di Brétigny-sur-Orge, e persino scambiati sei anni dopo con modelli Type XX.

 

Breguet 4376

Up:

Cronografo di bordo Breguet N° 4376 chiamato «siderometro». Prodotto a partire dal 1935 in una quarantina di esemplari, il «siderometro» ha equipaggiato l’Aeronautica Militare Francese e l’Air France.

L’ora a bordo di un aereo è così preziosa che diventa necessario, per sicurezza, raddoppiarla. Al cronografo fissato al cruscotto si aggiunge quindi un altro cronografo – e non un cronografo qualsiasi – allacciato al polso del pilota. Se uno dei due strumenti diventa inutilizzabile, l’altro prende il suo posto. Questo spiega il significato degli strumenti di cui ora tracceremo l’evoluzione.

All’inizio del 1949 il Centre d’Essais en Vol o CEV (Centro di Esperimenti in Volo), che dipende dal Ministero dell’Aeronautica francese, acquista i suoi primi orologi da polso. Il primo, un modello unico che reca il numero 460, viene venduto il 14 gennaio. La sua descrizione dice: Orologio da polso Lemania con movimento 14 linee, cassa rotonda impermeabile d’acciaio inossidabile, con anse, cronografo con due pulsanti, quadrante tachimetrico nero, ore e lancette luminose... Esemplare terminato nel novembre 1948. L’altro esemplare, appartenente a una serie di cinque che reca i numeri 456, viene venduto l’8 marzo. La sua descrizione dice: Orologio da polso 13 linee d’acciaio inossidabile, rotondo, contatore cronografico con due pulsanti, quadrante nero, ore luminose... Esemplare terminato nel novembre 1948. Altri esemplari dello stesso tipo, in particolare i numeri 457 e 458, furono probabilmente acquistati da piloti del CEV a titolo personale. Saranno affidati per riparazioni al Centre d’Essais en Vol di Brétigny-sur-Orge, e persino scambiati sei anni dopo con modelli Type XX.

Proseguendo le indagini, risultano particolarmente degne di nota altre due piccole serie di sei cronografi per via dei termini usati per descrivere una nuova funzione che compare qui: Orologio da polso 14 linee – cronografo speciale – lunetta mobile con indici – due pulsanti – ritorno a zero e ripartenza del crono con una sola pressione – quadrante nero con ore a «chemin de fer» e lancette luminose – cassa rotonda d’acciaio con anse – cinturino di pelle, fibbia d’acciaio. Disponibili nel luglio 1949, i sei cronografi della prima serie recano i numeri da 409 a 414, e trovarono tutti degli acquirenti tra il settembre 1949 e il maggio 1950.

I modelli della seconda serie, che recano i numeri da 832 a 837, sono descritti con alcuni dettagli aggiuntivi: Orologio da polso 14 linee – cronografo con due pulsanti a funzione speciale (ritorno a zero direttamente dal secondo pulsante e ripartenza immediata). Contatore di 30 minuti, lancetta dei secondi, quadrante nero – ore a «chemin de fer» e lancette luminose – cassa rotonda con anse d’acciaio inox, lunetta girevole. Cinturino di pelle, fibbia d’acciaio. Prodotti tra l’ottobre 1950 e il novembre 1951, furono venduti tra il novembre 1950 e il luglio 1952.

Tuttavia, non si tratta ancora dei servizi aeronautici ufficiali. La funzione speciale – ampiamente sottolineata e spiegata – non è ancora designata come «ritorno in volo» e il termine Type XX o 20 non è ancora in uso. Inoltre, nel marzo 1950 venne prodotta una serie di dodici cronografi d’acciaio, numerati da 983 a 994, con contatori di 30 minuti e di 12 ore, ma con quadrante d’argento e senza la funzione speciale, che il Movimento Lemania 13 linee di allora non possiede ancora. Esemplari venduti tra il luglio 1951 e l’ottobre 1952.

TYPE XX_Fiche equipement Chronographe de bord Type11

Up:

Disegno del cronografo di bordo Type 11, omologato il 2 agosto 1956 dal Servizio Tecnico Aeronautico.

Il prodotto trova il suo nome

Le cose iniziano a chiarirsi quando tre esemplari recanti i numeri 1200, 1201 e 1202 vengono descritti succintamente (la riservatezza è d’obbligo): Orologio da polso cronografo 14 linee – speciale – prototipo, usciti di produzione il 30 giugno 1952, consegnati il 23 luglio 1952 al Servizio Tecnico Aeronautico (Service Technique Aéronautique, STAé). La Maison Breguet conosceva i progetti di attrezzature d’orologeria delle forze aeree militari e decise di partecipare alle prove di selezione: una grande sfida!

Nel dicembre del 1952 la Maison propone nuovamente una serie di ventiquattro esemplari d’acciaio, movimento 14 linee, contatore di 30 minuti e funzione speciale. Recano i numeri da 1163 a 1168 e da 1171 a 1176, oltre che da 1400 a 1402 e da 1407 a 1412. La maggior parte fu venduta tra il dicembre 1952 e il maggio 1954. Quattro esemplari andarono alla compagnia aerea Louis Breguet. Il numero 1408 ha la particolarità di possedere la cassa d’oro e il quadrante d’argento con tachimetro. Tutto viene sottoposto a prove di ogni tipo.

Occorre aspettare la primavera del 1953 per veder comparire per la prima volta nei registri della Maison, con i numeri 1530, 1531 e 1532, l’indicazione destinata a diventare celebre: Orologio da polso Type 20 – 14 linee – cronografo con due pulsanti e con funzione speciale di ritorno a zero e riavvio con un’unica pressione – contatore di 30 minuti, lancetta dei secondi, quadrante nero, ore e lancette luminose. Cassa d’acciaio inox impermeabile – lunetta girevole, cinturino di pelle. Completati il 27 aprile 1953, furono venduti rispettivamente nel luglio, settembre, e ottobre dello stesso anno.

Presto arrivarono altri tre Type 20 con una descrizione identica: il primo fu il numero 1203, che compare proprio alla fine del 1953. Ultimato il 12 dicembre, fu venduto il 15 dicembre. L’acquirente fu una famosa ditta aeronautica già citata, che manteneva strettissimi rapporti con la Maison. Stiamo parlando della Société d’aviation Louis Breguet. Questo orologio fu offerto da Louis Breguet alla grande aviatrice Jacqueline Auriol, pilota collaudatrice e personaggio di rilievo mondiale dell’aviazione femminile del dopoguerra.

Poche settimane dopo la situazione si ripresenta. I numeri 498 e 499 compaiono nei registri delle vendite di Breguet senz’altra spiegazione che una breve indicazione:

498: Orologio da polso cronografo 14 linee – Type 20 – cassa d’acciaio con lunetta d’oro.

499: Orologio da polso cronografo 14 linee – Type XX – cassa d’acciaio con lunetta d’oro.

I due orologi, dei quali non si conoscono le date di fabbricazione, furono venduti anch’essi, il 25 gennaio 1954, alla Société d’aviation Louis Breguet. Notiamo le due indicazioni utilizzate: Type XX e Type 20, senza che ci sia modo di verificare cosa potrebbe distinguere i due esemplari, e quindi giustificare l’uso di caratteri diversi nella numerazione. Tuttavia, entrambi hanno una particolarità sorprendente: la lunetta d’oro su una cassa d’acciaio – una peculiarità che non rivedremo mai più.

Breguet 1780

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Cronografo Breguet Type XX N° 1780 fabbricato nel 1955: è uno dei tre soli esemplari della prima generazione prodotti in oro.

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Cronografo Breguet Type XX N° 1780 fabbricato nel 1955: è uno dei tre soli esemplari della prima generazione prodotti in oro.

Questi due esemplari sono i primi di una serie di 27 cronografi «primitivi» Type XX, numerati da 498 a 524. Di questi, solo tre sono chiamati «Type 20», compreso il numero 519, venduto a Sua Maestà Bao Daï imperatore del Vietnam. Tre esemplari, i numeri 502, 512 e 515, furono consegnati al CEV di Brétigny in cambio dei numeri 456, 457 e 458 citati in precedenza. Tutti furono venduti tra il febbraio e l’agosto 1954. Ebbe inizio così una lunga avventura… Infatti una nuova serie di ventitré esemplari «Type 20» arrivò nel giugno-luglio 1954, e fu venduta interamente quasi subito. Il successo era ormai in arrivo.

Tra la fine del 1954 e l’inizio del 1955 le piccole serie di orologi da polso 14 linee si susseguono a dieci o quindici esemplari per volta, chiamati ora Type XX, ora Type 20. Secondo le descrizioni confermate dai registri delle riparazioni, tutti questi orologi possedevano un totalizzatore di 30 minuti.

Di tanto in tanto troviamo citati alcuni esemplari dotati della funzione speciale che non sono però dei Type XX, perché hanno il quadrante argentato, lancette d’oro e un totalizzatore di 12 ore, oltre al contatore di 30 minuti. I numeri che vanno dal 1735 al 1737, prodotti nel dicembre 1954, rientrano per esempio in questo caso.

Nel febbraio e nel marzo 1955 figurano però due orologi, numero 1781 e 1780, con cassa d’oro, quadrante d’argento satinato, lancette d’oro e tachimetro. Il primo è un Type 20 e il secondo un Type XX. Il numero totale dei modelli d’oro sale quindi a tre, e non ce ne saranno altri.

Type XX o non Type XX, Type XX in numeri romani o Type 20 in cifre arabe: tutto questo appare un po’ disordinato, ma fortunatamente non dura molto. A metà del 1955 le cose sembrano finalmente tornare alla normalità. A parte i modelli di prossima consegna all’Aeronautica Militare, tutti dei «Type 20» contrassegnati con numeri speciali che iniziano con 7 o 8 e registrati in un apposito libro, tutti gli altri, qualunque siano i loro perfezionamenti e le loro varianti, sono ora chiamati definitivamente «Type XX». Infine, con un’unica eccezione, una piccola serie di 8 esemplari viene prodotta nel settembre 1957. Possiedono contatori di 15 minuti e di 12 ore, e portano ancora la denominazione «Type 20»…

Tra i misteri del Ministero dell’Aeronautica...

Sul versante militare le cose vanno per il verso giusto dall’inizio del 1952. Un messaggio del 29 aprile 1952 ritrovato negli archivi del Ministero della Difesa, e inviato dal Servizio Tecnico Aeronautico al direttore dell’Osservatorio Nazionale di Besançon, conferma infatti che la Maison Breguet è interessata alla questione dei cronografi di bordo e da polso. Logicamente, poche settimane dopo – il 23 luglio – la Casa consegna al Servizio Tecnico Aeronautico i tre prototipi numero 1200, 1201 e 1202 citati in precedenza.

Abbiamo visto che l’indicazione Type 20 compare nei registri per designare con precisione esemplari terminati nell’aprile 1953. Ciò significa che il «nome in codice» Type 20 è stato scelto dai servizi ufficiali nelle settimane o nei mesi precedenti. Fu nella primavera del 1953 che venne effettuato il grande passo per ottenere l’approvazione ufficiale da parte del Servizio Tecnico Aeronautico. Leggendo un altro documento intitolato Stato di avanzamento degli studi, classificato come Secret Défense e datato 1 luglio 1953, apprendiamo in effetti che in questa data il cronografo da polso BREGUET Type 20 – cronografo equivalente al cronografo tedesco Hanhart – è già omologato.

Specifiche

Si è parlato molto di una descrizione delle specifiche relativa al Type 20, mentre si è cercato invano l’equivalente delle ben note specifiche del Type 21, un documento ufficiale pubblicato nell’aprile 1956 dal Servizio Tecnico Aeronautico sotto forma di un fascicolo di 9 fogli. Il testo, intitolato Programma tecnico degli orologi cronografi da polso Type 21 destinati all’uso in volo, passava in rassegna i severi vincoli tecnici, estetici e funzionali degli orologi e le numerose prove che dovevano superare: cassa di circa 37 mm di diametro, fondocassa a vite, impermeabile alla polvere e all’umidità; dispositivo antiurto e antiaggancio della spirale; riserva di carica di 35 ore; lunetta mobile con indicatore luminescente; grandi cifre luminescenti e scala periferica con 300 divisioni; piccola lancetta dei secondi alle ore 9 e totalizzatore di 30 minuti alle 3; marcia diurna inferiore o uguale a 15 secondi, funzionamento con un’accelerazione di almeno 5 g; funzionamento in un campo magnetico di 12 gauss ecc; prove in atmosfera di sovrappressione poi di sottopressione, ecc. Tuttavia il capitolo 1 del documento citato riportava: Le condizioni che figurano in questo programma non sono imperative, ma serviranno da base per la redazione dei regolamenti relativi a questo tipo di strumenti. In questo contesto è difficile sapere quali fossero i test imposti agli orologi e fin dove si spingessero le esigenze dell’amministrazione... È chiaro che, a parte il dispositivo antiurto consigliato per il Type 21, il Type 20 sembra rispondere nell’insieme a questo documento del 1956.

Come suggerisce il documento del 1953 citato in precedenza, il Servizio Tecnico Aeronautico aveva definito uno strumento denominato Type 20 ispirandosi, almeno in parte, a un cronografo tedesco marca Hanhart di cui gli eserciti francesi avevano ricevuto una certa quantità nell’ambito dei «bottini di guerra», ma senza redigerne capitolati in forma ufficiale. Chi conosce l’amministrazione francese direbbe che se un documento ufficiale sul Type 20 fosse stato redatto nel 1952 o nel 1953, il documento dell’aprile 1956 relativo al Type 21 sarebbe necessariamente iniziato con una formula del tipo: Questo documento annulla e sostituisce il precedente, relativo agli orologi da polso Type 20 in data... ecc.

Per concludere questo argomento è doveroso aggiungere che, se troviamo negli archivi della Maison tracce di 7 orologi definiti Type 21 terminati nel settembre 1956 – tre dei quali dotati di contatore di 30 minuti furono consegnati al Servizio Tecnico Aeronautico l’8 ottobre 1956 – è giusto riconoscere che questo fatto non modificò gli ordini in corso e i successivi sviluppi intervenuti nella Maison Breguet, la quale continuò a produrre unicamente Type 20 o XX... In altre parole alcune marche, come Breguet e poche altre, producevano modelli Type 20 mentre altre producevano Type 21. Possiamo azzardare che, a parte qualche piccolo dettaglio, lo stesso prodotto ebbe due nomi diversi?

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Up:

Cronografo Breguet N° 7211 «type 20 militaire», consegnato al Ministero dell’Aeronautica il 16 novembre 1955. Il quadrante non è firmato e sul dorso (qui in alto) compaiono le marcature ufficiali.

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Il cospicuo ordine del 1954

Dopo l’approvazione ottenuta nel 1953, resta solo da considerare la parte amministrativa dell’appalto. Questione di pochi mesi. Fu infatti nel 1954 che Breguet si vide attribuire, con il numero 5101/54, quello che possiamo definire «l’ordinativo del secolo». L’ordine totale fatto a Breguet dal Ministero dell’Aeronautica per le esigenze dell’Aeronautica Militare Francese prevedeva infatti ben 1100 orologi!

Dopo il novembre 1954 un primo lotto di 250 esemplari fu consegnato il 17 giugno 1955, seguito da un secondo lotto di 240 esemplari il 16 novembre dello stesso anno. Seguirono rapidamente due altri stock analoghi: 245 esemplari l’1 giugno 1956 e 245 il 31 luglio 1957. In due anni furono quindi consegnati 980 orologi. I restanti 120 Type 20 seguirono nel 1958 e nel 1959. Questi Type 20 consegnati al Ministero dell’Aeronautica sono riconoscibili a prima vista: contatore di 30 minuti di piccolo diametro, quadrante senza segni distintivi, lunetta non graduata, marcature regolamentari sul dorso, corona di carica a forma di pera. A parte il suo aspetto estetico, questo tipo di orologio era davvero facile da usare anche con le mani guantate.

 

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Gli esemplari destinati all’Aeronautica Militare, chiamati Type 20, si distinguevano fra l’altro per la graduazione al 5° di secondo.

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Gli esemplari destinati all’Aeronautica Militare, chiamati Type 20, si distinguevano fra l’altro per la graduazione al 5° di secondo.

UN MOVIMENTO, IL VALJOUX 22 e derivati

Per azionare il suo Type XX, Breguet ha scelto il movimento Valjoux 22. Si tratta di un movimento dal diametro di 14 linee, ovvero 32,6 mm, che Breguet ordina con una finitura accurata qualificata AA in alcune descrizioni, e che è dotato di un modulo aggiuntivo noto con il nome di «ritorno in volo». Questa funzione, all’epoca, era spesso denominata negli archivi Breguet «funzione speciale », mentre nella documentazione dell’azienda Valjoux era definita «meccanismo notturno» o «azzeramento diretto». (L’importante era che tutti capissero di che cosa si trattava.)

Movimento a carica manuale con 35 ore di autonomia, dotato di ruota a colonne, il Valjoux 22 è entrato a far parte della storia di Breguet in due varianti: calibro 222 per i modelli dotati di totalizzatore di 15 o di 30 minuti, e calibro 225 per i modelli dotati di un totalizzatore aggiuntivo di 12 ore. Batte 18.000 alternanze e possiede un bilanciere equilibrato mediante viti e una spirale Breguet. Nonostante l’assenza di un dispositivo antiurto di tipo Incabloc, è giudicato robusto e soddisfacente. Il duo 222-225 equipaggerà il Type XX Breguet fino al 1963.

Alla fine del 1963, infatti, a partire dall’esemplare che porta il numero 2087 compare il primo «Type XX 13-linee» che monta il nuovo calibro modernizzato della Valjoux. Si tratta di un movimento dal diametro di 13 linee, pari a 29,50 mm, che Breguet adotta definitivamente nelle due varianti seguenti: il calibro Valjoux 230, che equipaggerà tutti i Type XX a «2 contatori», e il calibro Valjoux 720, che equipaggerà i Type XX a «3 contatori». Questi calibri modernizzati, che si ispirano ai modelli precedenti, possiedono un Incabloc e un semplice bilanciere «à serge». Tale modifica del movimento non influisce sull’aspetto esterno del Type XX. Le casse rimangono le stesse, e un cerchio d’incassamento permette di compensare la riduzione del diametro del movimento.

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Il totalizzatore di 12 ore e l’ordinativo del CEV

Mentre fabbricava i Type 20 destinati all'Aeronautica Militare, Breguet era impegnato a sviluppare tutta una serie di varianti per i suoi clienti «civili» e per altri organismi. Nel maggio del 1955 compare un modello recante il numero 1888 e dotato di un piccolo quadrante ausiliario collocato all’altezza delle ore 6, che evidenzia un totalizzatore di 12 ore. Questo modello è seguito in giugno da una piccola serie di 25 esemplari, tutti dotati di un totalizzatore di 12 ore. La famiglia Type XX si allarga e raggiungerà ben presto la sua velocità di crociera...

Questo Type XX spesso chiamato per semplicità «3 contatori» sedurrà, in particolare, un cliente già citato e di cui è arrivato il momento di discutere dettagliatamente. Il CEV (Centre d’Essais en Vol) è un organismo che ha operato dal 1945 al 2001 a Brétigny-sur-Orge, 25 km a sud di Parigi. Le sue estese missioni comprendono il collaudo di prototipi di aerei militari e delle loro attrezzature (paracaduti, sedili eiettabili, apparecchiature di radionavigazione, radar di bordo, armamenti, ecc.). Negli anni 1950 il CEV impiegava una cinquantina di piloti, venti dei quali erano piloti collaudatori muniti di una licenza speciale, che rappresentavano l’élite dell’aviazione francese. Abbiamo già visto che il CEV e/o membri del suo staff avevano acquistato i loro primi cronografi Breguet – senza ritorno in volo – nel 1949, quattro esemplari in totale, e tre di questi erano stati scambiati da Breguet con tre Type XX il 15 febbraio 1954. Il CEV era responsabile dell’esecuzione dei test ufficiali sui prodotti Breguet? È possibile, se non probabile. Comunque dalla fine del 1956 il Type XX diventa l’orologio operativo di questo prestigioso organismo.

Ai modelli già citati si aggiungeranno infatti ben 80 ulteriori «Type XX 14 linee»: 17 consegnati il 12 dicembre 1956 e 33 il 5 marzo 1957. A questi 50 orologi, che la loro descrizione definisce provvisti di contatori di 15 minuti e di 12 ore, si aggiungeranno altri 30 esemplari consegnati il 2 maggio 1957, dotati unicamente di contatore di 15 minuti. Tutti recano sul dorso la scritta CEV, seguita da un numero che va da 1 a 80. I cosiddetti esemplari a «3 contatori» sono numerati da 1 a 50, quelli a «2 contatori» vanno da 51 a 80. L’esemplare recante il numero 2499 e la scritta CEV 1 spetta logicamente al capo del CEV, l’ingegnere generale Louis Bonte. Il suo quadrante è color marrone o «cioccolato», e oggi fa parte delle collezioni del Museo Breguet.

Breguet 2499

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Cronografo Type XX Breguet N° 2499. Marcato CEV 1 sul dorso, era in dotazione al direttore del CEV.

1958: anche la Marina vuole equipaggiare i suoi piloti...

Nel 1958 compare un importante ordinativo. A emetterlo è l’altra componente dell'aviazione militare francese chiamata Aéronautique Navale, che è collegata non all’Aeronautica Militare ma alla Marina Nazionale. L’ordinativo, anche se meno importante di quello dell’Aeronautica Militare, è tutt’altro che trascurabile perché prevede la consegna di 500 orologi, che presentano notevoli differenze rispetto ai modelli precedenti. Nei registri compaiono tutti di seguito, sotto i numeri individuali che vanno da 3927 a 4427. A questa numerazione si aggiunge il numero all’interno della serie dei 500, che non è sequenziale ma casuale – forse per scoraggiare potenziali contraffattori...

Di fronte al numero 3927 c’è una descrizione che fornisce più dettagli del solito: Orologio da polso 14 linee con cronografo Type XX, cassa d’acciaio impermeabile, lunetta girevole con indici luminosi, totalizzatore di 15 minuti, quadrante nero, ore e lancette luminescenti, divisione dei 5 minuti luminosi e di 5 tratti luminosi sul totalizzatore.

Assemblati tra l’ottobre 1958 e il dicembre 1959, i 500 esemplari ordinati dalla Marina Nazionale e destinati all'Aeronautica Navale saranno consegnati tutti insieme lo stesso giorno, 13 gennaio 1960. Come i loro «cugini» consegnati all’Aeronautica Militare, sono facilmente identificabili ma sono tutt’altro che identici: contatore di 15 minuti di grande diametro, quadrante firmato, lunetta non graduata, marcature regolamentari sul fondocassa, corona di carica a forma di pera.

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. I Type XX dell’Aeronautica Navale possiedono un quadrante firmato e un contatore di 15 minuti col diametro ingrandito.

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. I Type XX dell’Aeronautica Navale possiedono un quadrante firmato e un contatore di 15 minuti col diametro ingrandito.

Le molteplici vite di un esemplare di riferimento

Diventare in pochi anni la marca di riferimento e la fornitrice di tre clienti prestigiosi come l’Aeronautica Militare, il CEV e l’Aeronautica Navale è un successo notevole per la Maison Breguet, che tuttavia non si culla sugli allori. Questi 1700 orologi circa, infatti, costituiscono appena la metà della quantità totale, circa 4000 unità, che sarà prodotta fino al 1970. Disponibile in tutti questi anni, il Type XX diventa l’icona di tutti gli ambienti aeronautici e non solo, come vedremo. Sotto l'apetto visivo l’orologio ha trovato la sua forma definitiva: quella consegnata al CEV, con contatori di 15 minuti e di 12 ore, o solo contatori di 15 minuti (il contatore di 30 minuti non viene più proposto dopo il 1958, a parte sei eccezioni) e lunetta girevole graduata.

Ciò non esclude, però, perfezionamenti nel movimento, rare varianti nel quadrante, o lancette la cui forma può talvolta cambiare in piccole serie.

 

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Cronografo Type XX Breguet N° 5096 venduto nel gennaio 1960. Si tratta di uno dei rari esemplari provvisti di quadrante colorato.

Nascono alcuni esemplari molto rari (poche decine al massimo) con quadrante marrone; altri vedono il loro quadrante assumere una sfumatura leggermente scura con il passare del tempo e con l’esposizione al sole o alla luna...

Per gli amanti dell’alta precisione, alcuni esemplari vengono proposti con il prezioso «Bulletin de Marche» dell’Osservatorio di Besançon, a conferma del fatto che rispondono agli standard degli orologi più precisi del mondo. Complessivamente sono commercializzati venti Type XX accompagnati dal «Bulletin de Marche», e a un prezzo maggiorato di quasi il 25%. Andranno fuori produzione nel novembre 1957 (3 esemplari), nel luglio 1958 (10 esemplari) e nell’ottobre 1959 (7 esemplari). Nove esemplari possedevano un contatore di 30 minuti, due un contatore di 15 minuti e nove due contatori di 15 minuti e di 12 ore.

Rarissimi esemplari, solo due secondo i registri delle vendite, erano dotati di lunetta girevole con scala tachimetrica, il che però non impediva alla Maison di fornirli di volta in volta su richiesta. Analogamente nei laboratori Breguet si assiste talvolta alla sostituzione del quadrante standard con un quadrante provvisto di una scala tachimetrica, ma si tratta di un evento del tutto eccezionale.

La notorietà del Type XX è una realtà da cui la casa Breguet trae pieno vantaggio. Accanto a un gran numero di piloti o semplici appassionati di cronografi e fedeli seguaci della Casa, ci sono organismi legati all’aviazione civile o militare come l’ENAC (Scuola Nazionale di Aviazione Civile) o la Gendarmeria Nazionale – probabilmente per i suoi piloti di elicotteri – e alcune compagnie aeree straniere come Air Gabon o Véha Akat del Laos...

Oltre i circoli dell’aviazione, siamo di fronte all’orologio degli ingegneri e dei piloti automobilistici...

Il fascino del Type XX va ben oltre i vari circoli dell’aeronautica e seduce anche ambienti dedicati alla ricerca e all’industria, ansiosi di fornire ai propri ingegneri e tecnici l’orologio adatto alle loro missioni. Possiamo collocare in questa categoria gli acquisti del CNET (Centro Nazionale Studi delle Telecomunicazioni) – 22 pezzi tra il 1956 e il 1968 –, quelli della società Energie Atomique – 6 pezzi nel 1959 –, ma anche quelli dell’Elettronica Marcel Dassault nel 1963, della Televisione francese nel 1957 e del Servizio di Aeronomia, il primo laboratorio francese per la ricerca scientifica dallo spazio, nel 1966.

La versatilità del Type XX non si ferma qui. Consultando gli archivi scopriamo che due società ben note al grande pubblico, le compagnie petrolifere Shell ed Esso, acquisiscono anch’esse cronografi Type XX: 10 pezzi per Shell, talvolta denominati «Shell Berre», tra il 1954 e il 1965, e 35 per Esso, chiamata all’epoca «Esso Standard», tra il 1955 e il 1963.

Queste società, organizzatrici o partner di numerose gare automobilistiche, offrono questi stessi orologi ai vincitori delle principali competizioni. Così, nel 1959, un Type XX fu donato a ciascuno dei tre vincitori del 28° Rallye di Montecarlo corso con Citroën ID. I loro nomi? Alexandre, Coltelloni e Desrosiers. Il Type XX N° 3065, un esemplare appartenuto a Pierre Alexandre, è oggi nelle collezioni del Museo Breguet. Era stato venduto il 21 novembre 1957 alla Esso Standard. Un altro Type XX, venduto alla Esso Standard il 4 febbraio 1959, fu regalato al grande pilota francese di rallye Fernand Masoero. Quanto al Type XX N° 4962, venduto il 5 maggio 1960 sempre alla Esso Standard, fu offerto in dono a Jack Brabham, che pochi mesi prima aveva vinto il titolo di campione del mondo di Formula 1.

Così vive il Type XX, orologio aeronautico che si impone a tutti e rappresenta una bella pagina nella già ricca storia della Maison Breguet. Nonostante un’evoluzione tecnica intervenuta nel 1963, quando il movimento Valjoux 14 linee fu sostituito da una versione modernizzata, il Valjoux 13 linee, l’aspetto del Type XX non è cambiato per quindici anni. Quanto potrà durare ancora?

Bisogna attendere il 1970 per assistere a un’evoluzione significativa, questa volta a livello estetico, che segna l’arrivo della seconda generazione del Type XX lanciata nel 1971...

Breguet_B3065

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Cronografo Type XX Breguet N° 3065, venduto nel novembre 1957 alla società Esso Standard

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Cronografo Type XX Breguet N° 3065, venduto nel novembre 1957 alla società Esso Standard