Tradition Tourbillon
by Джеффри С. КингстонCinque secoli per approdare a questo risultato. Notare l’assenza del punto esclamativo. Perché la nostra non è un’affermazione iperbolica ma una pura e semplice constatazione: il Tradition Tourbillon di Breguet è il punto d’arrivo di mezzo millennio di invenzioni.
La sua cassa – 41 mm di diametro – racchiude non meno di sei invenzioni fondamentali e quattro soluzioni strutturali brevettate.
Una di queste invenzioni viene attribuita a buon diritto a Leonardo da Vinci, mentre le altre scoperte e tutti i brevetti sono dovuti ad Abraham-Louis Breguet o alla moderna Manifattura Breguet.
Per analizzare queste pietre miliari dell’orologeria è giusto partire dallo schizzo di un dispositivo a fuso disegnato da Leonardo nel 1490, per poi compiere un balzo nel tempo fino all’ispirata intuizione che ha portato A.-L. Breguet a concepire il tourbillon e la curva terminale della spirale che ha preso il suo nome.
Il passo conclusivo risale ai nostri giorni, quando la Manifattura Breguet ha messo a punto il bilanciere in titanio, la spirale in silicio e un nuovo metodo per collocare sul bariletto l’indicazione della riserva di carica.
Una panoramica dettagliata di tutti questi progressi, decisivi per l’arte di costruire orologi, emerge con chiarezza passando in rassegna i componenti che costituiscono l’ossatura, per così dire, del Tradition Tourbillon.
L’aspetto del Tradition Tourbillon è ingannevole. A un primo sguardo si distinguono quattro elementi principali: il tourbillon, il fuso, il bariletto con l’indicazione della riserva di carica e il quadrante. Apparentemente semplice, questo orologio racchiude cinquecento anni di innovazioni.
È logico iniziare la nostra panoramica dal cuore dell’orologio: il tourbillon. La sua funzione oggi è la stessa che aveva due secoli fa quando Abraham-Louis Breguet lo concepì per compensare gli effetti della gravità sulla precisione di marcia degli orologi. Gli elementi che regolano il tempo in un orologio meccanico sono il complesso formato da bilanciere e spirale e lo scappamento.
A ogni impulso trasmesso dallo scappamento, il bilanciere compie una semioscillazione e viene poi riportato nella direzione opposta dalla spirale. L’ampiezza di questa oscillazione dipende in larga misura dalle caratteristiche della spirale centrata sull’asse del bilanciere.
Per definizione, è impossibile mantenere il baricentro della spirale perfettamente concentrico rispetto all’asse del bilanciere. Di conseguenza, mentre la spirale si apre e si richiude seguendo le oscillazioni del bilanciere, il suo centro di gravità rimane sempre leggermente spostato rispetto all’asse di rotazione. Questo spostamento genera una coppia perturbatrice che influenza la precisione di marcia in funzione della direzione dello spostamento stesso.
Breguet trovò una soluzione geniale a questo problema, particolarmente importante negli orologi da tasca. Inserì l’intero organo regolatore – bilanciere, spirale e scappamento – in una gabbia in continua rotazione. Poiché questi componenti fondamentali ruotano costantemente di 360 gradi, gli errori provocati dalla gravità vengono continuamente compensati.
Breguet chiamò la sua invenzione «tourbillon» per descrivere la combinazione dei due movimenti rotatori che la caratterizzano: da un lato le oscillazioni del bilanciere, dall’altro la rotazione della gabbia. Da allora questo termine è stato universalmente accettato e adottato dall’intera industria orologiera.
Nella collezione Classique, Breguet ha proposto diverse costruzioni di tourbillon. I tourbillon della linea Tradition affondano invece le loro radici negli orologi storici creati da Abraham-Louis Breguet. Per questo motivo, la realizzazione di un tourbillon destinato alla collezione Tradition ha richiesto una concezione «nuova», strettamente legata all’invenzione originale di due secoli fa. Per questo progetto il team Breguet si è rivolto ai disegni allegati alla domanda di brevetto che nel 1801 venne accordato a questo rivoluzionario dispositivo.
Tali illustrazioni mostravano una gabbia di tourbillon sospesa tra una platina inferiore e un ponte superiore a sbalzo. La gabbia era costituita da due soli bracci che, osservati di profilo, apparivano orizzontali nella parte superiore e, dopo una breve discesa verticale ai lati, convergevano verso il centro.
Tutti questi elementi originali del brevetto sono stati ripresi nel Tradition Tourbillon con soltanto due modifiche. Innanzitutto, il ponte superiore a sbalzo raffigurato nella domanda di brevetto era pieno, mentre nella versione Tradition è stato svuotato al centro per offrire una visuale più ampia del tourbillon.
In secondo luogo, per garantire una maggiore stabilità e una migliore resistenza agli urti, la gabbia è stata realizzata con tre bracci superiori invece di due. Per aumentarne ulteriormente la robustezza, la gabbia è inoltre dotata di sei bracci inferiori.
Sebbene l’architettura fondamentale del Tradition Tourbillon sia rimasta fedele alla descrizione contenuta nel brevetto del 1801, la sua realizzazione beneficia delle tecnologie moderne. Invece di costruire la gabbia in acciaio e il bilanciere in acciaio o in ottone, tutti i principali componenti del Tradition Tourbillon sono realizzati in titanio (solo il ponte dell’ancora è in ottone).
La Manifattura Breguet ha ottenuto un brevetto per queste soluzioni costruttive che offrono numerosi vantaggi rispetto sia ai dispositivi originali di Abraham-Louis Breguet sia alle soluzioni comunemente adottate nell’industria orologiera.
Poiché il titanio è più leggero dei materiali tradizionali, è necessaria meno energia per far ruotare la gabbia e oscillare il bilanciere. Questo contribuisce ad aumentare la riserva di carica dell’orologio.
Inoltre, grazie al peso ridotto del bilanciere, la sua inerzia diminuisce, con effetti positivi sulla precisione di marcia.
Anche l’estetica trae beneficio da queste innovazioni. Per creare un equilibrio visivo nell’insieme dell’orologio, Breguet ha voluto conferire alla gabbia del tourbillon dimensioni straordinariamente ampie, tali da eguagliare il diametro del quadrante disposto accanto ad essa. Un simile risultato estetico sarebbe stato impossibile senza il ricorso a un materiale avanzato come il titanio.
La tecnologia moderna apporta un ulteriore perfezionamento all’insieme formato da tourbillon e bilanciere.
La spirale è realizzata in silicio. Questo materiale non solo consente di ottenere una forma perfetta, ma è anche immune agli effetti del magnetismo residuo. Quando una spirale metallica viene esposta a un forte campo magnetico, può magnetizzarsi. Ciò modifica le sue caratteristiche e altera la marcia dell’orologio.
In quanto materiale amagnetico, il silicio è completamente insensibile a questi effetti dannosi.
Un altro elemento della spirale richiama una delle più celebri invenzioni di Abraham-Louis Breguet. L’estremità esterna della spirale è stata sollevata al di sopra del piano del resto della spirale e ripiegata verso l’interno.
Questa particolare configurazione, sviluppata da Breguet nel 1795 e nota agli orologiai come «curva terminale Breguet», consente di centrare meglio la massa della spirale rispetto alle tradizionali spirali piane. In questo modo si riducono gli effetti della gravità sulla precisione di marcia. Naturalmente il tourbillon provvede a compensare eventuali errori residui. La spirale in silicio di Breguet è protetta da brevetto.
Il nostro esame dei componenti fondamentali del Tradition Tourbillon ci conduce ora a un altro elemento essenziale. Per comprenderne appieno la natura occorre fare un passo indietro nel tempo di alcuni secoli. Una delle grandi sfide dell’orologeria è l’isocronismo.
Questo termine indica la difficoltà di mantenere costante la marcia di un orologio mentre l’energia immagazzinata nella molla motrice del bariletto diminuisce progressivamente.
Sebbene le soluzioni siano complesse, il problema è intuitivo. Quando la molla motrice è completamente carica, la forza trasmessa all’organo regolatore dell’orologio – bilanciere e scappamento – è superiore a quella disponibile quando la molla è quasi completamente scarica.
È evidente che la marcia dell’orologio varierà di conseguenza tra queste due condizioni.
Viceversa, se si riesce a mantenere costante la forza trasmessa al bilanciere e allo scappamento, si può ottenere una maggiore precisione lungo l’intera durata della riserva di carica.
A questo punto potrebbe sorgere spontanea una domanda: come si protegge una catena così sottile e delicata dal rischio di rottura causato da una carica eccessiva?
La risposta risiede in un ingegnoso sistema di arresto. La corona di carica è collegata al fuso mediante un treno di ruote. Mentre il fuso ruota caricando la molla motrice attraverso la catena, ruota contemporaneamente una ruota provvista di sette denti, uno dei quali è più lungo degli altri.
Poco prima che la molla raggiunga la sua massima tensione, quando un’ulteriore rotazione potrebbe provocare la rottura della catena, il dente più lungo si inserisce in una scanalatura ricavata nel fuso impedendo qualsiasi ulteriore carica. In questo modo la catena è protetta contro i rischi derivanti da una carica eccessiva.
L’integrazione di un fuso in un orologio pone tuttavia un’altra sfida tecnica.
Come può la molla motrice essere caricata attraverso il fuso e la catena mentre l’orologio continua a funzionare?
Le costruzioni precedenti si basavano su una molla integrata nel fuso. Durante la ricarica questa molla forniva l’energia necessaria allo scappamento. Breguet ha scelto una soluzione più elegante che elimina la necessità di una molla supplementare. Nel Tradition Tourbillon un differenziale è integrato direttamente nel fuso.
La caratteristica fondamentale di un differenziale, che lo rende particolarmente adatto al Tradition Tourbillon, è la sua capacità di combinare il movimento proveniente da due differenti fonti di energia in un’unica uscita. In questo caso l’uscita del differenziale è collegata al tourbillon, mentre uno degli ingressi proviene dal bariletto attraverso la catena e l’altro dalla corona.
Durante il normale funzionamento, l’energia viene trasmessa al tourbillon dal complesso formato da bariletto e catena. Durante la ricarica, invece, è la rotazione della corona, trasmessa attraverso il differenziale, a fornire l’energia al tourbillon mentre contemporaneamente carica la molla motrice tramite la catena.
Nel corso della storia dell’orologeria sono stati sviluppati diversi sistemi a forza costante.
Lo stesso Abraham-Louis Breguet progettò nel 1798 un innovativo meccanismo a forza costante che inseriva un secondo scappamento tra il bariletto e l’organo regolatore dell’orologio.
Tuttavia, il sistema a fuso e catena presenta un vantaggio fondamentale rispetto a tutte le altre soluzioni destinate a migliorare l’isocronismo.
A differenza degli altri sistemi, il fuso e la catena non consumano energia supplementare per il proprio funzionamento e quindi non influenzano negativamente l’autonomia dell’orologio.
Sebbene la realizzazione del fuso e della catena richieda molto tempo e un lavoro manuale estremamente accurato, questa soluzione rappresenta senza dubbio il metodo più elegante per fornire una forza costante all’organo regolatore.
Il terzo elemento importante della nostra rassegna è il bariletto.
Qui la scelta di Breguet è caduta su varie soluzioni insolite.
In primo luogo il bariletto possiede due molle motrici che, collocate una sull’altra, si caricano in parallelo.
Com’è ovvio, la sovrapposizione di due molle motrici in uno stesso tamburo impone al bariletto un’altezza maggiore rispetto ai bariletti dotati di una singola molla.
Ma questa altezza è tutt’altro che svantaggiosa nel caso del Tradition Tourbillon, anzi offre un vantaggio tecnico e uno estetico.
Sul piano tecnico l’altezza eccezionale permette alla catena di avvolgersi e svolgersi restando sempre parallela rispetto alla piastra dell’orologio. Questo perché l’altezza del tamburo del bariletto intorno al quale si avvolge la catena equivale ai sette livelli del fuso.
Sul piano estetico, poi, l’altezza del bariletto bilancia l’altezza del fuso e del tourbillon.
Il secondo elemento insolito nella struttura del bariletto è l’inserimento dell’indicatore della riserva di carica sul tamburo stesso del bariletto.
Breguet ha brevettato questa soluzione non soltanto per la sua complessità costruttiva, ma anche per la sua logica impeccabile.
L’indicatore della riserva di carica mostra infatti lo stato di tensione della molla motrice o, in questo caso, delle due molle contenute nel bariletto.
Quale collocazione potrebbe essere più appropriata della sommità stessa del componente di cui si misura lo stato di carica?
Il Tradition Tourbillon rappresenta senza dubbio un’impresa tecnica straordinaria. Tuttavia, gli enormi sforzi richiesti dalla sua progettazione e costruzione non hanno mai distolto l’attenzione dei tecnici Breguet dagli aspetti puramente estetici.
Un esempio significativo è il vetro zaffiro.
La sua forma eccezionalmente bombata richiama gli orologi classici dell’epoca di Abraham-Louis Breguet.
La realizzazione di una curvatura così pronunciata richiede una lavorazione estremamente accurata del vetro, che deve essere rifinito e tagliato con precisione assoluta per adattarsi perfettamente alla sottile lunetta dell’orologio.
Anche la disposizione dei principali elementi dell’orologio – il tourbillon, il fuso, il quadrante e il bariletto – è stata oggetto di approfonditi studi.
Invece di organizzare questi componenti attorno a un quadrante collocato a ore 12 oppure a ore 6, il team di progettazione ha concluso che l’orologio avrebbe assunto un aspetto più nobile disponendo tali elementi con una rotazione di circa 30 gradi rispetto alla configurazione considerata abituale.